Lavorare da casa ridurrebbe le emissioni di CO2 di 214 milioni di tonnellate lanno

Lavorare da casa ridurrebbe le emissioni di CO2 di 214 milioni di tonnellate lanno
Lavorare 8 ore al giorno svegliarsi sempre alla stessa ora e finire sempre alla stessa ora è uno stile di vita claustrofobico al quale si aggiunge lo stress che provoca il pendolarismo. Ma c'è anche un altra possibilitàà: lo smart working il lavoro agile che si sta lentamente diffondendo. Permette al lavoratore di lavorare da casa e di vivere in modo piùù sano. Non molte aziende lo stanno utilizzando ma potrebbe essere una chiave per il futuro: in questo modo infatti si fa anche del bene all'ambiente riducendo le emissioni che provocano il riscaldamento globaleproprio in questi giorni si tiene in Polonia il summit Cop 24 che dovrebbe riconfermare gli accordi di Parigi nel quale gli Stati si impegnarono a mantenere l'aumento di temperatura sotto gli 15 C. Purtroppo siamo ancora lontani da quella meta. Secondo un studio intitolato Added Value of Flexible Working e commissionato da Regus un fornitore mondiale di spazi di lavoro. a Development Economics una societàà di

Alcuni pendolari nella Gare de Lyon a Parigi durante lo sciopero dei treni in Francia - Ludovic MarinAfpGetty Images
Lavorare 8 ore al giorno svegliarsi sempre alla stessa ora e finire sempre alla stessa ora è uno stile di vita claustrofobico al quale si aggiunge lo stress che provoca il pendolarismo . Ma c’è anche un altra possibilità: lo smart working il lavoro agile che si sta lentamente diffondendo. P ermette al lavoratore di lavorare da casa e di vivere in modo più sano . MNZ_RICH"Middle1-dev";
Non molte aziende lo stanno utilizzando ma potrebbe essere una chiave per il futuro : in questo modo infatti si fa anche del bene all’ambiente riducendo le emissioni che provocano il riscaldamento globale proprio in questi giorni si tiene in Polonia il summit Cop 24 che dovrebbe riconfermare gli accordi di Parigi nel quale gli Stati si impegnarono a mantenere l’aumento di temperatura sotto gli 15 °C. Purtroppo siamo ancora lontani da quella meta. MNZ_RICH"Bottom";
Secondo un studio intitolato Added Value of Flexible Working e commissionato da Regus un fornitore mondiale di spazi di lavoro. a Development Economics una società di consulenza che fornisce ricerche di mercato una diffusione su vasta scala del lavoro flessibile ridurrebbe i livelli di anidride carbonica di 214 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030 in pratica la stessa quantità di CO2 che verrebbe sottratta dall’atmosfera da 55 miliardi di alberi.  
Il beneficio non riguarderebbe solo l’ambiente: si risparmierebbero infatti anche 353 miliardi di ore impiegate ogni anno per raggiungere il posto di lavoro ovvero l’equivalente del tempo passato al lavoro annualmente da 201 miliardi di persone.  E ci sarebbero anche consistenti vantaggi economici : il valore aggiunto della flessibilità all’economia mondiale sarebbe pari a oltre 10.000 miliardi di dollari se venisse applicata nei sedici Paesi analizzati ovvero Australia Austria Canada Cina Francia Germania Giappone Gran Bretagna Hong Kong India Nuova Zelanda Paesi Bassi Polonia Singapore Stati Uniti e Svizzera.
Quando pensiamo ai benefici del lavoro flessibile spesso ci concentriamo sui vantaggi locali. In particolare pensiamo che permetta di avere un migliore rapporto tra vita e lavoro più tempo con la famiglia meno ore passate a guidare o a spostarsi.
Ma il lavoro flessibile non è solo lavorare a casa. E’ infatti la possibilità di lavorare in qualsiasi posto ci si trovi che sia un caffè o un rifugio di montagna. E’ stato reso possibile dalla tecnologia che ci ha permesso di essere sempre connessi di inviare messaggi fare video conferenze o inviare dati perfino facendo a meno del computer. E un modo di lavorare che faceva paura perché i datori di lavoro non sapevano come controllare le ore effettivamente lavorate dai dipendenti ma che si è trasformato invece in un risparmio notevole di tempo e risorse.
Impiegati che lavorano dovunque e in qualsiasi ora significa rispondere immediatamente a ogni esigenza. Certo il rischio che si diventi schiavi e si debba essere pronti a rispondere 24 ore su 24 c’è. Ma ovviamente questo dipende da regole che devono essere fissate.
E quando vengono rispettate l’agilità lavorativa rende molto più felice la forza lavoro alzando inevitabilmente la produttività . Va poi considerato che o gni singolo pendolare che cambi il suo modo di viaggiare risparmia 6-9 tonnellate di anidride carbonica ogni anno .
La disponibilità ad accettare un contratto a 8 ore chiusi in un ufficio preoccupa soprattutto per il futuro. I millennial infatti hanno logiche completamente diverse rispetto alle generazioni precedenti. Ma entro il 20125 saranno il 75 per cento della forza lavoro. Prima di tutto abitando da sempre l’ambiente digitale non vedono ragione di adottare logiche desuete tra le quali quelle che richiedono una presenza in carne ed ossa. Il loro desiderio è piuttosto quello di lavorare in una community virtuale come quella a cui sono abituati senza sprecare ore preziose della loro giornata.
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Secondo Cbre la più grande società di consulenze immobiliari nel mondo il 78 per cento valuta la qualità dello spazio di lavoro e il 69 per cento baratterebbe altri benefit per un luogo migliore. Hanno bisogno di privacy e preferiscono evitare il pendolarismo che comunque non deve superare i 30 minuti. Non a caso quando si parla di cibo preferiscono decisamente il servizio di consegna a casa.
Da uno studio effettuato dalla Hsbc inglese una delle più importanti aziende di servizi finanziari mondiale emerge che l’87 per cento dei maschi e il 90 per cento delle donne ritengono il lavoro a casa uno dei principali motori dell’aumento dei loro livelli produttivi .
Regus calcola anche che nella sola Inghilterra si risparmierebbero 78 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030 e si eviterebbero 115 milioni di ore annue dovute alo spostamento casa-lavoro. Con più tempo quindi da destinare a entrambi. Negli Stati Uniti i numeri diventano ancora più alti: 110 milioni di tonnellate di CO2 e 960 milioni di ore . Questo perché l’auto è il sistema di trasporto più usato dagli americani e stando a casa non la si usa.
Ma chi sta già facendo la transizione In assoluto il paese più flessibile è la Svezia con il 51 per cento dei lavoratori. Seguono la Repubblica ceca 48 per cento la Slovacchia e la Norvegia 40 per cento la Germania 34 per cento l’Austria 32 per cento l’Inghilterra 24 per cento e l’Italia .
Secondo l’ultima rilevazione dell’ Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano gli smart workers italiani sono 305.000 pari all’8 del totale dei lavoratori 480 mila secondo altre stime . Nel nostro Paese  il 36 per cento delle grandi imprese ha avviato progetti strutturati di lavoro agile. Soprattutto a Milano dove  ci sono il 44 delle aziende con progetti strutturati. Mentre nella Pubblica Amministrazione solo il 5 degli enti ha dato avvio a una sperimentazione.
La casa insomma non è più solo un nido. Diventa un punto di intersezione di numerosi sistemi che possono portare a un cambiamento provocando alla lunga un effetto sull’ambiente ancora migliore rispetto al risparmio dovuto agli spostamenti casa-lavoro. Nella casa infatti si riuniscono diverse funzioni come cibo riscaldamento condizionamento apparecchi elettrici. Il cibo consumato fuori per esempio richiede sempre una quantità di energia maggiore e inoltre viene imballato in contenitori di plastica . E gli interventi di risparmio energetico e dunque di emissioni sono in genere sempre molto più semplici da realizzare in uno spazio contenuto come la casa rispetto a un grande ufficio . Banalmente in casa se non abitiamo una stanza spegniamo la luce cosa che non sempre è possibile fare in uno spazio di lavoro che viene attraversato di continuo da persone.
Se poi si considera che invece gli uffici avranno sempre più alti costi di gestione e che i prezzi del mercato immobiliare soprattutto nel centro delle città sono alle stelle è facile immaginare che il futuro sarà molto diverso dal passato. E l’immagine dell’impiegato che mestamente ogni mattina si avvia al posto di lavoro con la sua valigetta potrebbe finalmente cambiare.


Sezione: Luna
Tematica: Aria Inquinamento
Fonte: https://it.businessinsider.com/il-pendolare-e-stressato-e-inquina-piu-smart-working-ridurrebbe-le-emissioni-di-co2-di-214-milioni-di-tonnellate-lanno/?fbclid=IwAR1AkXGypbZ7kCmtBxg9akQCqcAyzQ_OTAFNzE2K
Autore testo: Mariella Bussolati
Autore foto: Ludovic Marin/Afp/Getty Images


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